PABLO LIENDO

IL "DIABETES INFORMATICUS"

I. Introduzione

II. A caccia degli obiettivi

  1. L'immagine obiettivo
  2. Diagnosi situazionale
  3. Relazione tra risorse e strategie
  4. Navigazione

III. L'uomo come ente cibernetico

  1. Unit  cognitive
    1. Dato
    2. Informazione
    3. Conoscenza
    4. Intelligenza

  2. Il ciclo cibernetico
  3. Sensazione
  4. Percezione
  5. Informazione/Conoscenza
  6. Apprendimento/Intendimento
  7. Problema/Diagnosi/Soluzione
  8. Decisione/Intenzione/Azione

IV. Del sapere e dell'ignoranza

  1. Ignoranza assoluta
  2. Ignoranza relativa
  3. Ignoranza individuale totale
  4. "Missione impossibile"

V. Ripositori

  1. Distribuzione nello Spazio/Tempo
  2. Materiale genetico
  3. Cervello
  4. Ripositori extrasomatici universali

VI. Analogia tra ottenimento di Energia e di Informazione

  1. Potenziale energetico
  2. Potenziale informativo
  3. Processo iniziale
  4. Immagazzinamento
  5. Processo finale
  6. Disfunzioni energetiche
    1. Carenziali
    2. Diabetes mellitus
    3. Altri
  7. Disfunzioni informative
    1. Carenziali
    2. "Diabetes Informaticus"
    3. Altri

I. Introduzione

Senza alcun dubbio, la supremazia della specie umana alla caccia di obiettivi individuali e collettivi, presenta una strettissima relazione con la sua abilita nel fabbricare strumenti e, ancor piu, con la sua capacita di processare informazioni. Se facciamo un confronto con i suoi antenati, l'apparizione dell'uomo sul pianeta determino un cambio brusco e favorevole, per la sua nota capacita di relazionarsi con l'ambiente. Non solo l'uomo e capace di adattarsi, ma riesce a fare in modo che l'ambiente si adatti ai propri gusti, aumentando cosi il grado di controllo sul suo destino. Non solo l'uomo e sopravvissuto vari milioni di anni, si e reso indipendente dai rigori del clima e ha gestito lo sfruttamento delle risorse naturali, ma allo stesso tempo ha dimostrato di essere capace di raggiungere livelli molto elevati di qualita di vita. Nonostante tutto, non e stato capace di distribuire queste conquiste con equita e con prudenza. Nel presente si e addiritura messo in una posizione molto critica, minacciato com'e dalle profonde perturbazioni introdotte sulla natura e sui propri sistemi sociali.

Come risultato delle conquiste sulle cause controllabili della mortalita, assieme ad una crescita demografica di carattere vegetativo, l'umanita ha raggiunto la maggior popolazione totale mai conosciuta: 5,6 miliardi di persone. Poiche ciascuna di queste persone produce e consuma materiale con potenziale energetico o informativo, le quantita in gioco non hanno precedenti conosciuti.

Il tipo di sviluppo favorito dalle grandi masse di popolazione esige grandi quantita crescenti di fonti energetiche, esigenza parzialmente soddisfatta dagli idrocarburi, il carbone, l'energia idroelettrica e, piu recentemente, l'energia atomica. Fortunatamente sono notevoli e promettenti le innovazioni nei campi delle tecnologie alternative di produzione di energia. Nel terreno biologico ogni volta si richiedono piu alimenti. Purtroppo, e stato provato che l'utilizzo di queste risorse da parte dell'individuo e poco efficace (per esempio, un soggetto dato utilizza basicamente la stessa quantita di energia a partire alla stessa quantita di un alimento dato).

Inoltre, le Nuove Tencologie dell'Informazione e della Comunicazione (NTIC) offrono un enorme vantaggio per la creazione e strutturazione di materiale dotato di potenziale informativo, il loro immagazzinamento in ripositori ed infine la loro consultazione. Si puo affermare con proprieta che mai prima nel mondo ci furono tante opportunita di creazione di informazione e conoscenza. Tuttavia si presenta il paradosso che, con l'eccezione di grandi masse sociali con serie limitazioni di accesso, c'e un numero sempre maggiore di persone che mostrano prove evidenti di essere state colpite dalla cosiddetta "sovrainformazione".

Una riflessione sistematica su questa tematica dovrebbe condurre all'identificazione di modelli concettuali che stanno alla base del fenomeno, cosi come al segnalamento di alcuni fattori di rischio. Sarebbe veramente auspicabile disporre di misure di perfezionamento, prevenzione, cura o riabilitazione in benefico del nostro "uomo a caccia dei propri obiettivi". P

II. A caccia degli obiettivi

Gli esseri viventi in generale e l'Uomo in particolare si caratterizzano per essere capaci di opporsi alla inesorabile decadenza entropica. Se quest'ultima trionfasse, cosa che alla lunga sempre succede, l'organismo in questione si omogeneizza con il proprio ambiente in una franca soluzione di continuita. In caso contrario, il fenomeno vitale riesce a trascorrere grazie alla sua continua capacita di mantenere elevatissimi livelli di organizzazione (cosa per altro intrinsecamente improbabile). In questo lavoro niente e tanto prezioso come il processo dell'informazione. A continuazione presentiamo un brevissimo riassunto di come procede l'Uomo a caccia dei suoi obiettivi.

A. L'immagine obiettivo

Se c'e qualcosa in cui l'Uomo dimostra essere un maestro e la capacita di formularsi piani o semplici congetture, ed in seguito indurre i cambi necessari, dentro o fuori di se stesso, per cercare di raggiungere i propri obiettivi. L'Uomo puo, e di fatto lo fa continuamente, prevedere uno scenario che considera desiderabile. Ci riferiamo a questo scenario come alla sua "Immagine Obiettivo", e consideriamo la sua pretesa di raggiungerla in un fine teleologico. Non necessariamente detta Immagine Obiettivo deve essere raggiungibile (non fu mai detto che i tre Re Magi dovessero raggiungere la Stella di Betlemme!), pero certamente deve essere capace di fissare una direzione, un oriente, un punto fermo circa la direzione verso la quale il nostro Uomo deve avanzare se vuole raggiunere il suo obiettivo di turno.

B. Diagnosi Situazionale

Per raggiungere un controllo adeguato sulla direzione da prendere ed evitare situazioni anarchiche e fondamentale disporre di meccanismi di raccolta di dati, i quali ci permettano di valutare la "situazione" particolare nella quale ci incontriamo in un dato momento. Il processo di diagnosticare non e altro che quello di percepire la discrepanza che esiste tra una immagine obiettivo e la situazione attuale tale come e percepita.

C. Relazione tra risorse e strategie

Una volta fatta una diagnosi situazionale, l'esercizio si riduce al tentativo di far coincidere quello che si percepisce con quello che si desidera. Su queso punto possiamo esplorare tre strategie:

- Alterare la situazione percepita per tentare di farla coincidere con l'immagine obiettivo. Questo presuppone un ragionevole livello di controllo sulle risorse disponibili per produrre detta alterazione sulla situazione percepita, ferma la nostra decisione di mantenere inalterato il nostro scenario desiderato.

- Riformulare l'immagine obiettivo per tentare di farla coincidere con la situazione percepita. Queso finisce per essere il caso quando i limiti nella disponibilita di risorse per un'azione efficace rappresentano una restrizione insormontabile.

- Una combinazione di queste strategie.

Il nostro Uomo alla caccia di obiettivi puo mantenere fissa la sua immagine obiettivo, avvalersi di alcune risorse per alterare il suo stato attuale e osservare la risposta come un requisito per fare le correzioni che crede pertinenti. Questo si conosce tecnicamente come "regolazione per feedback".

In altre circostanze, il nostro Uomo si attiene ai limiti sulle riorse che gli sono disponibili e sceglie di fare delle correzioni alla sua immagine obiettivo. Questo si conosce tecnicamente come "regolazione per forward".

D. Navigazione

Una eccellente analogia applicabile ai processi descritti anteriormente e quella della navigazione. Il navigante (marinaio, aviatore, "Cybernauta") si suppone che conosca la rotta verso la quale vuole dirigersi. Deve contare altresi con meccanismi che gli permettano di conoscere la sua "situazione" in un dato momento, avere il potere (energia, capacita, tempo) per cambiare la sua rotta ed il resto non e altro che una modificazione della variabile che determinera il suo nuovo corso, aspettare il tempo sufficiente perche il cambio faccia effetto e rivalutare la sua efficacia. Deve inoltre poter superare gli ostacoli che attentano contro il raggiungimento della meta prefissata.

III. L'Uomo come Ente Cibernetico

A. Unita cognitive (Influenzato da criteri pubblicati da Iraset P ez)

Per motivi puramente metodologici, introduciamo alcune precisazioni in relazione all'accezione dei termini che abbiamo scelto per riferirci alle distnte unita cognitive nel presente Capitolo.

1. Dato

Ci riferiamo al "dato" quando consideriamo l'informazione come materia. Ci imabattiamo in semplici dati quando manipoliamo registri simbolici (numerici o fonemici), semantici (linguistici, logici o matematici) o iconici. E' mediante l'utilizzazione dei dati che possiamo rappresentare dei concetti, fatti o istruzioni. Frequentemente utilizziamo la parola "data" come sinonimo di "dati" (dal Latino, plurale di "datum").

2. Informazione

Quando parliamo formalmente di "informazione" ci riferiamo al risultato da raggiungere, a partire da un materiale con potenzialita informative, relazionandolo o strutturandolo in forma tale che acquisisca un significato. Non e del semplice materiale, bensi il suo "significato". In questa accezione ristretta, l'informazione e quasi intrasferibile (c'e una corrente di studi molto eccitante che si riferisce al trasferimento diretto di materiale chimico, ottenuta da un animale al quale si e indotto un certo apprendimento. L'animale recettore dimostra un comportamento tale, che denota aver ricevuto informazione senza che gli si abbia fornito alcun dato). Ogni atto informatiivo e unico e individuale. E' interessante ricordare che il termine "informare" significa: "formare dentro". Per riconoscere se e avvenuto l'atto informativo, il dato deve aver indotto una modificazione nel bagaglio cognitivo dell'individuo. Il dato: "L'Uomo ha lasciato la sua impronta sulla Luna", o "Le balene si stanno estinguendo" o "La popolazione mondiale sta crescendo in forma allarmante" o "La fame uccide", nonostante le sue enormi connotazioni non hanno un valore informativo per noi che gia lo sapevamo.

3. Conoscenza

Il termine "conoscenza" lo riserviamo al risultato della relazione simbolica di strutture informative tanto da raggiungere un certo grado di "comprensione". In generale, possiamo intendere quello che ci viene offerto sotto lo stesso codice linguistico che utilizziamo. Tuttavia, e possibile riuscire a comprenderlo solo se disponiamo di un minimo di conoscenza sul tema.

4. Intelligenza

La capacita di intervenire vantaggiosamente e opportunamente sulla realta basandoci su strutture di conoscenza e chiamata "intelligenza". E' a questa accezione che ci riferiamo quando, a livello organizzativo, parliamo di "intelligenza corporativa".

Esiste quindi una sequenza gerarchica di "aggregazione di valore" che va dal materiale con potenziale informazionale (dato), alla informazione (dato inteso), alla conoscenza (informazione compresa), all'intelligenza (conoscenza strategica).

B. Ciclo cibernetico

Possiamo concettualizzare questa cosa come un ciclo cibernetico, che inizia quando l'Uomo prende i dati dall'ambiente (interno o esterno), come materia prima per adeguare le sue facolta alla caccia dei suoi obiettivi. Questo ciclo si chiude quando l'Uomo intraprende qualche azione efficace in grado di alterare il suo stato. Lo fa nella speranza che il suo nuovo stato sia sempre piu coincidente con la sua immagine obiettivo. Con pazienza deve aspettare il cambio nella sua "situazione" ed in seguito riscontrare se ha raggiunto il suo obiettivo. Nel caso contrario deve considerare se conviene ripercorrere un'altra volta il ciclo in questione. Il tragitto che intercorre tra la cattura del dato e la trasformazione dell'ambiente e lungo e non manca di ostacoli.

B. Sensazione

All'inizio del ciclo cibernetico, l'Uomo e solito cominciare captando segnali di varia natura, come per esempio la luce, il suono, la pressione, la temperatura, la vibrazione, il movimento, la posizione, ecc., provenienti da una cosiddetta realta fisica, per la quale si avvale dei suoi organi sensoriali. Ogni segnale viene tradotto in una sensazione, che no e altra cosa che impulsi elettrici debitamente codificati. L'evoluzione ha favorito numerosi dispositivi biologici trasduttori per portare a compimento questa funzione, la quale si trova su un piano nettamente neurologico. La disfunzione visiva del color rosso, conosciuta come "daltonismo" e un esempio di disfunzione a questo livello. Bisogna far notare che esiste una soglia sotto la quale un individuo non e capace di dare nessuna risposta di fronte ad uno stimolo che non presenti la intensita sufficiente.

D. Percezione

Una volta dentro di noi, quel dato-elettrico-codificato e destinato ad essere codificato passando a costituire una percezione (o "percepto"), cosa che avverra sempre in funzione delle nostre aspettative. E' quindi una verita che "non c'e peggior sordo di quello che non vuol udire". Se abbiamo paura, il ramo dell'albero nella notte assumira un realismo fantasmagorico. Le illusioni ottiche sono esempi di "malintesi" a questo livello. Risulta esistenzialmente molto interessante riflettere su come l'intelletto non abbia la facolta di apprendere la realta del mondo fisico come tale; di conseguenza non ci resta che adattarci ad elaborare nel nostro cervello una enigmatica rappresentazione (di natura elettrica) di questa realta fisica. Dato che questa rappresentazione la modifichiamo secondo il sistema delle nostre credenze, la nostra realta fisica termina quindi per essere una creazione nostra!

E. Informazione/Conoscenza

Abbiamo gia fatto riferimento a come quella percezione riesca ad impattare sul nostro bagaglio cognitivo, al momento dell'atto informativo, e di come acquisiamo conoscenza al momento di intergrarlo con sistemi di relazioni simboliche di piu alto livello e permanenza. Qualcosa si e formato dentro di noi. Si parla della trasformazione del "percepto" in "concepto", non c'e quindi niente di strano che usiamo questo vocabolo derivato da "concezione".

F. Apprendimento/Intendimento

L'apprendimendo e una una inestimabile qualita, mediante la quale applichiamo strategie complementari che ci permettono di valutare, riscontrare, filtrare quello che e nuovo, affidabile, pertinente, ecc. e di vincolarlo semanticamente a quello che gia conosciamo, prevedendo una sua applicazione futura. Un'altra facolta, l'intendimento, ci offre un grande piacere: la scoperta del perche della conoscenza appresa. Non e indispensabile. Sono moltissime le cose che sappiamo e nonostante tutto ignoriamo i loro distinti perche.

G. Problema/Diagnosi/Soluzione

Mediante la nostra capacita di analisi possiamo confrontare l'informazione acquisita recentemente con la nostra immagine obiettivo. Se ci accorgiamo di alcune discrepanze, siamo di fronte ad un problema. Avevamo detto che questo processo costituisce la diagnosi. Basandoci sulle disponibilta o le limitazioni del caso e facendo appello alla nostra creativita esploriamo le distinte soluzioni possibili. E' mediante la facolta del giudizio che finalmente scegliamo la soluzzione che piu ci piace.

H. Decisione/Intenzione/Azione

Abbiamo quindi preso una decisione. In questo processo a volte cerchiamo di massimizzare gli "utili", altre volte ci rassegnamo a minimizzare le "perdite". Se la decisione la sosteniamo con sufficiente interesse riusciamo a trasformarla in una intenzione. Se, e solo se, contiamo con il potere sufficiente (saper fare o "know-how", risorse, salute, tempo) quella intenzione si trasforma in un'azione che sara presumibilmente attuata in forma efficace sull'ambiente (interno o esterno). Alle volte succede che invece di attuare sulla situazione identificata quello che ne esce e un intervento sull'immagine obiettivo. Sappiamo che "ci sono problemi che si risolvono e problemi che si dissolvono". Basta solo dare tempo al tempo perche occorra la trasformazione prevista e poter catturare nuovi dati per chiudere cosi il ciclo dell'uomo cibernetico.

IV. Dal Sapere all'ignoranza

A. Ignoranza assoluta

Esiste qualcosa come l'universo di tutto quello che puo essere conosciuto dall'Uomo (es. tutto quello che si potra conoscere in qualche momento). A causa di limitazioni nei nostri organi sensoriali, meccanismi di percezione, intendimento e comprensione, questo universo ci appare come finito; gigantesco pero finito (A). Le civilizzazioni che conosciamo sono riuscite a decifrare una parte di questo universo. Nell'Uomo, alla pari di tutti gli altri esseri viventi partecipi del processo evolutivo studiato, parte di quello che si e appreso e rimasto plasmato in quella riserva primaria di informazione: il codice genetico, che lega ogni individuo alla sua discendenza.

-->     -->     -->

|       |       |

|       |       |

|       |  (B)  |

|       |       |

|       |       |  (D)

|       -->     |

|       |       |

|  (A)  |  (C)  |

|       |       |

|       -->     -->

|       |

|       |

|       |  (E)

|       |

|       |

|       |

-->     -->

Un'altra porzione di quello che si e appreso, piu recentemente, viene immagazzinata nella seconda riserva di informazione: i cervelli degli esseri umani che esistono in questo momento. Quello che si trova immagazzinato nei cervelli degli altri esseri viventi non ha che un'infima ripercussione sul sapere dell'Umanita. Quello che e rimasto intrappolato nei cervelli degli esseri umani gia morti si considera come parte del bottino dell'entropia. Infine, c'e il piu voluminoso delle riserve del sapere universale: i documenti, ossia i registri testimoniali extrasomatici di quello che gia e giunto ad essere conosciuto da qualcuno, in qualche parte, in un certo momento. Tutto quello che non si trova tra queste due riserve rappresenta l'ignoranza assoluta dell'umanita (B). Leggasi: nessuno sa niente di questo ed ignoramo se qualcuno abbia mai saputo!

B. Ignoranza relativa

Quello che si applica per il sociale non sempre e valido per l'individuo. C'e una quantita crescente di cose che io ignoro che pero sono state conosciute da qualcuno nel resto dell'umanita. Questa quantita rappresenta la mia ignoranza relativa (C).

C. Ignoranza Individuale Totale

La mia ignoranza individuale totale (D), quindi, e la somma della mia ignoranza relativa piu l'ignoranza assoluta dell'umanita.

D. "Missione Impossibile"

Dato che la frontiera tra la conoscenza dell'umanita (quello conosciuto da qualcuno) e la ignoranza assoluta (nessuno sa niente di questo) si espande ad una velocita varie volte piu grande della velocita con la quale io diminuisco la mia ignoranza relativa, non c'e nessuna speranza che io possa diminuire la mia ignoranza totale. Per fare un esempio di queste dissociazioni relative qualcuno ipotizzo che, nel caso concreto del "pool" di informazione biomedica, un medico che si dedicasse a leggere tre articoli scientifici al giorno per 365 giorni, alla fine del suo primo anno sarebbe in ritardo di sessanta secoli rispetto a tutto quanto appreso dall'umanita in quel tempo...! Imparare a memoria qualche numero di telefono ha un senso. Memorizzare tutto l'elenco del telefono di una grande citta non ha il minimo senso. Si tratta di una "Missione Impossibile" e deve essere assunta come tale. Non smette di sorprendere l'effetto che tiene questa affermazione su quelli che non se n'erano accorti. Genera una sorta di pace interna. Su molti di noi determina la "dissoluzione" di parte dei nostri problemi.

V. Ripositori (Influenzato da concetti pubblicati da Carl Sagan)

A. Distribuzione dello Spazio/Tempo

Tutti gli esseri viventi che conosciamo contengono informazioni nel proprio materiale genetico. Inoltre, il Phylum cordata e riuscito a complementare questa fonte originale di informazione con quello che e immagazzinato nel cervello. A complemento di questo, l'Uomo e riuscito a distribuire nello spazio e soprattutto nel tempo questa massa globale dotata di potenziale informativo, mediante la produzione di documenti, ossia l'immagazzinamento di dato in depositi extrasomatici. Mediante processi di creazione e strutturazione di dati, abbiamo immagazzinato dati con poteziale informativo in mezzi piu o meno durevoli, in forme cosi varie come una pittura ad affresco, intagliate in ossa, cesellate in tavolette di argilla, nodi di fibra vegetale, scritture su carta, celluloide, mezzi magnetici, ottici. Ricordo di aver visto una fotografia di una parola scritta con una dozzina di atomi e di un'altra, di un circuito logico, scritta con polipeptidi. Essendo il fenomeno vitale caratterizzato da un'intenso e permanente processo di informazioni, non ci si deve sorprendere come noi, suoi partecipanti, abbiamo sviluppato dei depositi di massa divisi in vari scomparti, come se avessimo paura di rischiare la nostra esistenza in caso di guasti imprevisti...! (E' pericoloso "mettere tutte le uova nello stesso cesto").

E' interessante notare che l'apparizione del primo deposito: il codice genetico, avvenne piu di 10 alla 9 anni (e meno di 10 alla 10 anni). In seguito apparve il secondo deposito: il cervello. Qualche centinaio di milioni di anni fa (piu di 10 alla 8 e meno di 10 alla 9), in uno dei primi rettili, una volta raggiunta la capacita di registrare vari migliaia di milioni di bits nel suo cervello, si produsse il monumentale fenomeno di passare a tener piu informazione in questo organo che quella registrata nel suo codice genetico. Poi si verifica l'apparizione dei mammiferi ed infine dei primati. L'Uomo non solo riesce ad utilizzare meglio la capacita del suo secondo deposito: il cervello, ma trascende l'apprendimento consegnadolo ai sui simili che coesistono con lui o meglio ancora alle generazioni future. Il tempo che ha impiegato questa sequenza e una di quelle quantita difficili da apprezzare. Facciamo per un momento un viaggio indietro nel tempo. Collochiamoci al momento in cui appare l'Homo Erectus, il nostro lontano parente che gia aveva smesso di essere una scimmia. Fissiamo la durata del nostro passo in 100.000 anni. Dobbiamo aspettare cha abbia fatto 13 di questi passi per cominciare a usare il fuoco. Altri 4 passi devono trascorrere prima di imbatterci con il primo Homo Sapiens (Neanderthal). Ci sorprendiamo scoprendo che tra questo momento e l'Uomo moderno non sono trascorsi che uno solo di questi passi.

Mai come ora ci furono tante persone sul pianeta. Cervelli capaci di apportare un parte del proprio eccedente ai depositi di informazione extrasomatici da condividere. Tutto e predisposto perche appaiano tecnologie capaci di offrire al gran pubblico l'accesso al "pool" universale di materiale extrasomatico con potenziale informativo. Solo attraverso questa strategia di "risparmio e prestito" sarebbe stato possibile raggiungere i livelli attuali di ricchezza informazionale, peraltro, mai prima conosciuti.

E' molto interessante sistematizzare le seguenti interrelazioni:

- Il codice genetico permette lo sviluppo biologico di tutti i nuovi cervelli.

- Il cervello genera conoscenza, fino ad essere capace di decifrare l'enigma del codice genetico e del proprio cervello. (Qualcuno disse una volta che "un fisico e la forma che adottano gli atomi per conoscere se stessi"...)

- Il cervello permette che quello che si e appreso rimanga registrato a livello extrasomatico.

- Un altro cervello puo complementare il proprio contenuto, a partire dal deposito extrasomatico universale.

- Utilizzando il contenuto del cervello si possono generare modificazioni in altri cervelli, sia in forma indotta (insegnamento) che traumatica (chirurgia).

- Il cervello permette di modellare la realta fisica (di fatto non gli resta altra alternativa), modellare il suo proprio funzionamento (Intelligenza Artificiale) e modellare il comportamento del codice genetico (Vita Artificiale).

- Il cervello permette sviluppare schemi di virtualizzazione delle diverse realta.

Alla nostra generazione e toccata una responsabilita senza precedenti. In forma nettamente ricorsiva, quello che l'Uomo comincio a leggere nel suo codice genetico lo ha cominciato a "editare" attraverso i progressi dell'ingegneria genetica. Non si tratta di una semplice manipolazione di dati, si tratta della riscrittura delle subrutine del programma. Non e la modificazione del valore che assume un paramentro aritmetico, e la possibilita di ricostruire l'algebra dell'equazione. Senza entrare negli aspetti etici di questa avventura, e innegabile che l'umanita si trova ad un punto senza precedenti conosciuti, data la variabile in gioco.

B. Materiale Genetico

Fin dal momento del concepimento, ogni persona possiede una considerevole quantita di informazione registrata nel proprio materiale genetico. Solo per fare un accenno alla grandezza di questa quantita, in seguito proponiamo alcuni calcoli elementari:

- Il codice genetico e immagazzinato nell'acido desossiribonucleico, DNA, ed e scritto in un alfabeto di solo quattro lettere (nucleotidi), definite come C (Citosina), T (Timina), A (Adenina) e G (Guanina). Un cromosoma umano possiede circa cinque miliardi (5 x 10 alla 9) di queste lettere (nucleotidi)

- L'unita piu elementare di informazione e il "bit" (contrazione del termine inglese binary digit). Ciascun paio di nucleotidi presi come digiti binari permette quattro combinazioni. (Due digiti binari permettono le seguenti quattro combbinazioni: 00, 01, 10, 11). Se ne deduce che il numero di bits di informazione contenuto in una molecola di DNA e pari al quadruplo del numero di paia di nucleotidi, ossia, grosso modo venti miliardi (2 x 10 alla 10) di bits

- La maggior parte dei linguaggi naturali possiedono da 20 a 40 lettere e dai 15 ai 25 tra numeri e segni grammaticali, ossia non piu di 64 caratteri grammaticali in totale. Basterebbero quindi sei bits (2 alla 6 = 64) per rappresentare qualsiasi di questi caratteri. La nostra molecola di DNA con i suoi venti miliardi di bits contiene l'equivalente di tre miliardi di questi caratteri (2 x 10 alla 10/6 = 3 x 10 alla 9)

- Se assumiamo che, nella media, una parola del nostro linguaggio naturale contiene sei lettere, un cromosoma umano contiene un volume di informazione equivalente a cinquecento milioni di queste parole (3 x 10 alla 9/6 = 5 x 10 alla 8)

- Se assumiamo che, nella media, la pagina di un libro contiene trecento parole, un cromosoma conterrebbe due milioni di queste pagine (5 x 10 alla 8/3 x 10 alla 3 = 2 x 10 alla 6)

- Se assumiamo che, nella media, un libro contiene cinquecento pagine, il risultato finale e che:

un cromosoma umano contiene l'equivalente a quattro mila libri (2 x 10 alla 6/5 x 10 alla 2 = 4 x 10 alla 3)

Da questa quantita di informazione dipende la sua esistenza e quella della sua specie. Tuttavia, dobbiamo far notare che non ci sono evidenze che buona parte del materiale genetico sia ridondante o che manchi di una funzione informativa specifica. D'altra parte, se consideriamo i requisiti informativi necessari alla presa delle decisioni quotidiane, notiamo che la velocita con la quale si "attualizza" (incorpora, modifica o decade) questo tipo particolare di informazione e estremamente lenta. Si puo affermare che, nella scala zoologica, il contenuto di questo deposito e aumentato molto lentamente da circa tre miliardi di anni. C'e un "pool" genetico collettivo e un altro individuale. Possiamo dichiarare che il materiale genetico rappresenta una vera memoria piu per la specie che per l'individuo. Si richiede quindi complementare questo tipo di informazione con quella contenuta in altri depositi.

C. Cervello

Certamente esistono processi autonomici di natura chimica, e perfino elettrica, che si verificano in organismi unicellulari (l'ameba cerca il suoa alimento per chimiotaxis) o in organismi pluricellulari acordati (mancanti del cervello). Questi stessi processi esistono anche negli organismi superiori fuori del Sistema Nervoso Centrale (archi riflessi, regolazione vasomotoria o endocrina). Tutti questi fenomeni giocano un ruolo molto importante. Tuttavia, l'accumulazione di quella informazione non era presente al momento della nascita, quella che viene acquisita e relazionata durante la vita, risiede fondamentalmente nel cervello. Alcune cifre relative alla capacita di questo deposito sono le seguenti:

- Un cervello umano contiene circa dieci miliardi di neuroni (10 alla 10). Ciascuno stabilisce tra le 1.000 e 10.000 sinapsi o connessioni con i suoi vicini.

- Un totale generale di 10 alla 13 sinapsi determina che, almeno concettualmente, il numero degli stati mentali che puo raggiungere il cervello umano e di 2 moltiplicato per se stesso dieci miliardi di volte. Questa cifra e molto maggiore che il numero di protoni e elettroni stimati per tutto l'Universo...!

- La velocita massima di processo dell'informazione per il cervello umano e di circa 5.000 bits per secondo, e la velocita media e di 100 bits per secondo. Queste cifre appaiono molto lente se confrontate con i computers che si fabbricano oggi.

- Assumendo una buona memoria, durante sessant'anni, a questa velocita si potrebbero processare sequenzialmente un totale di 200.000 milioni di bits. Assumendo i valori medi utilizzati per calcolare la capacita di un cromosoma umano (libri di 500 pagine, ciascuna con 300 parole, ciascuna di 6 lettere), ci risulta che in questi sessant'anni:

un cervello umano potrebbe processare l'equivalente di trentasette mila libri (((((2 x 10 alla 5)/6)/6)/3 x 10 alla 2)/5 x 10 alla 2) = 37 x 10 alla 3

Quello che si immagazzina nel cervello si perde al momento di sospendere l'energia, cosi come succede con la memoria RAM di un computer. Ne deduciamo che quello che e stato appreso da un individuo e solo parzialmente memorizzabile e non e direttamente trasmissibile alla sua discendenza, cosa quest'ultima che ci sembra molto fortunata.

D. Deposito extrasomatico universale (in fase di elaborazione)

VI. Analogia tra l'ottenimento di Energia e di Informazione

In questa parte presentiamo una analogia tra i complessi processi di estrarre energia e quelli relativi all'informazione, partendo dalle loro rispettive materie prime. Non si tratta di un semplice divertimento, bensi di una strategia per disporre di modelli concettuali utili per identificare aree suscettibili di essere ottimizzate, e formulare alcune strategie per fare qualcosa al riguardo. Per ovvie ragioni ci limiteremo all'Uomo. Per questo fine faremo riferimento a due livelli: il sociale e l'individuale. Per quanto riguarda la nutrizione dell'individuo ci limiteremo a considerare il processo di trasformazione dello zucchero.

A. Potenziale energetico

Per il solo fatto di esistere, gli organismi viventi consumano energia continuamente, anche se in una quantita variabile, tra le altre cose, per mantenere la propria temperatura corporea, la respirazione, i battiti cardiaci, un'attivita cerebrale minima, ecc. Se ne deduce che, a differenza delle macchine (se una macchina e inattiva non consuma energia), gli esseri viventi hanno bisogno di energia. La vita richiede una "quota minima di consumo" alla quale si sommano requisiti addizionali (sviluppo e crescita, attivita muscolare, gravidanza, convalescenza, ecc.) L'essere umano estrae questa energia a partire da determinati materiali organici dotati di potenziale energetico.

Perche la societa possa mantenersi organizzata e necessario non solo garantire provviste di materiale con le potenzialita energetiche richieste da ciscun individuo, ma e essenziale disporre di un eccedente. Ogni societa, quindi, dovrebbe preoccuparsi di garantire che ciascuno dei suoi integranti abbia a disposizione questo materiale con potenzialita energetiche.

L'individuo, da parte sua, deve garantire che alle sue cellule arrivi questo materiale. E' da tutti conosciuto il fenomeno che produce nell'individuo le carenze globali (Non e ampiamente conosciuto il fenomeno corrispondente alle carenze selettive [es. Kwashiorkor]) di fonti energetiche, cosi come i disturbi dovuti ad eccesso di alimenti.

B. Potenziale Informativo

Analogamente, le organizzazioni umane necessitano processare continuamente dei dati, nel loro affanno per estrarre informazione utile all'azione efficace al raggiungimento dei propri obiettivi. L'analogia si applica anche alla necessita di produrre un eccedente informativo extrasomatico per garantire l'organizzazione sociale. Merita una speciale considerazione la protezione della funzione sociale produttrice di questo materiale dotato di potenziale informativo.

Nel caso dell'individuo non si puo immaginare una qualita di vita senza il consumo di materiale con potenziale informativo.

C. Processo iniziale

Ritornando al piano energetico, la sola produzione e offerta di alimenti alla collettivita non e garanzia di un'adeguata nutrizione dei suoi integranti. E' perfettamente fattibile, e purtroppo frequente, l'esistenza di barriere che impediscono l'alimentazione di grandi masse di popolazione, anche in presenza di un'offerta di nutrienti dotati di potenziale energetico (Altri nutrienti non apportano energia alcuna, p.e. vitamine, minerali, oligoelementi). Queste barriere possono essere economiche, culturali, religiose, ecc. (E' questo il caso della poverta critica, vegetarianismo, l'astinenza dal mangiare carne bovina in India, ecc).

Nel campo individuale, ipotizziamo il caso che un individuo abbbia degli alimenti a disposizione, contenenti, tra le altre cose, zucchero o composti la cui digestione produce zucchero. Una volta ingeriti, ad un osservatore incauto sembrerebbe che siano gia "entrati" nell'organismo del nostro commensale. Nonostante le apparenze, tuttavia, gli alimenti permangono nel tubo digerente fino a che non vengono assorbiti. Qui avviene un processo iniziale o "digestione" che in un certo modo cerca di normalizzare gli elementi nutrienti perche possano essere assimilati. A questo punto vengono assorbiti. Vi sono pazienti con disturbi a livello della parete intestinale che, non importa quanto ingeriscano, non assorbono gli alimenti. Insistiamo nell'evidenziare che, fintanto che non ha attraversato la parete del tubo digerente, passando nel sangue, lo zucchero non si sara aperto un cammino verso la parte "interna" del nostro soggetto (la cavita del tubo digerente si trova topologicamente nella parte "esterna" dell'individuo).

Continuando il nostro esercizio concettuale, sul piano informativo, nella misura in cui la societa si va facendo piu complessa e smette di essere isolata, si moltiplica la produzione e la strutturazione di materiale con potenziale informativo. Piu che nessun'altra, la societa umana si incarica di capacitare i propri membri per il gioco sociale. Buona parte di questa preparazione e rivolta ad insegnare a vedersela con dei dati. La carenza di questa materia prima e molto limitante, pero la superofferta e altrettanto nociva. Da una parte c'e un fattore di spreco e dall'altra i sistemi di processo dei dati si fanno piu complicati, meno efficienti e quindi meno efficaci.

D. Immagazzinamento

Tra il processso iniziale e quello finale, normalmente c'e un periodo di trasporto ed immagazzinamento dei materiali con potenziale energetico o informativo, in vari stati intermedi, tanto a livello sociale che individuale.

Per quanto concerne l'energetico, una volta che gli alimenti sono processsati iniziamente, i canali di distribuzione li avvicinano alla tavola del consumatore (produttore/trasformatore, traspotratore, magazzino, dispensa), condizione questa necessaria pero non sufficiente. All'abbandonare il campo, gli abitanti delle grandi citta sono piu dipendenti da questa rete di trasferimenti di alimenti, dato che questi ultimi non si producono localmente.

A livello individuale, incontriamo un'altra rete: quella vascolare. Una volta che lo zucchero passa nel sangue attraverso il tubo digerente, circola per un certo tempo fintanto che non viene trsportato all'interno delle cellule per la sua ossidazione, momento nel quale compie con il suo fine ultimo: fornire energia per il lavoro o per la sintesi di nuova materia. Facciamo alcune precisazioni di importanza per l'analogia in questione. Tutte le sostanze che circolano nel sangue arrivano al filtro renale. Si da il caso che la molecola di zucchero sia piu piccola del poro di questo filtro, di conseguenza tutto lo zucchero potrebbe filtrarsi e quindi trovarsi dal lato dell'orina, pronto per essere eliminato...! Essendo lo zucchero una sostanza energetica troppo prezioso, l'organismo non si puo dare il lusso di "orinarlo" e quindi lo riassorbe. Ritorna continuamente dall'orina al sangue. Di conseguenza, in condizioni normali, non deve apparire zucchero nell'orina espulsa, evidenziando che il suo riassorbimento e totale. Se si aumenta progressivamente la concentrazione dello zucchero nel sangue che entra nel filtro renale, c'e un certo livello oltre il quale, nonostante ne venga riassobita una buona parte, si finisce per "buttare" il resto, il che provoca l'apparizione dello zucchero eccedente nell'orina. Questo fenomeno si conosce come "Trasporto Massimo" dello zucchero.

Sul piano informativo troviamo che la societa produttrice e strutturatrice di dati si avvale di innumerevoli sistemi che tendono a trasferire questi dati verso gli utenti finali. Le riunioni di tutti i tipi, i "mezzi di diffusione di massa", la posta, e piu recentemente i servizi telematici, esemplificano questo tipo di sistemi. Il materiale dotato di potenziale informativo viene trasferito da un sistema (sia questo un cervello umano o un deposito di informazione extrasomatico) all'altro, o si immagazzina in ripositori di vari tipi. Idealmente, si tende a facilitare l'integrazione e la partecipazione dell'individuo al gioco sociale. Le societa hanno l'obbligo di minimizzare l'"emarginazione" dei suoi integranti. L'enorme impatto delle reti telematiche sta proprio nella loro capacita di ampliare le coperture dei sistemi di informazione, nonche di promuovere e di facilitare la loro applicazione per la presa delle decisioni. E' una questione di massificazione dell'accesso e di complementarita delle tecnologie, la quale si retroalimenta per modificare gli usi ed i costumi degli Uomini a caccia di obiettivi. Pochi paradigmi sono riusciti a sviluppare l'Uomo in modo tale da garantire il pieno esercizio della liberta e della dignita umana, come la Comuniazione Mediante il Computer (CMC).

A livello individuale il processo iniziale del dato (sensazione e percezione) viene seguito, praticamente senza ritardo, dal momento in cui si verifica o no l'atto informativo. Quindi non si verifica un immagazzinamento temporale (o prolungato) dei dati "in transito" verso l'informazione, la conoscenza o la intelligenza. Tuttavia, occorre frequentemente che il dato non supera il processo iniziale. Vediamo il seguente esempio che illustra un'analogia con quelle molecole di zucchero che circolano nel sangue, che pero non arrivarono ad apportare energia essendosi perdute nell'orina. Immaginiamo un imprenditore che cerca informazioni dall'ambiente per il suo processo decisionale. Parte di tutta l'informazione diretta all'impresa, arriva ad una casella dell'Ufficio Postale. Alle volte, quest'Ufficio scarta quel materiale che non viene reclamato entro un tempo prudente. Di solito, periodicamente, un commesso ritira da questa casella postale tutta la corrispondenza ricevuta e la porta fisicamente all'impresa. Una volta selezionata, quella diretta al nostro imprenditore viene fatta arrivare fino al suo ufficio. Basandosi in certi criteri la segretaria ne scarta una parte, buttandola nel cestino. In un momento, nel quale la segretaria si assenta, l'imprenditore vede la pubblicita nel cestino e la raccoglie collocandola sulla scrivania per una lettura posteriore. L'imprenditore si assenta temporalmente, momento nel quale la segretaria scarta nuovamente la pubblicita e momento nel quale il cestino viene ritirato dal personale di pulizia. Poteva darsi che si trattasse di qualcosa di gran interesse potenziale per il beneficio di entrambi, pero non si sapra mai. E pensare che quel materiale si era aperto il cammino fin all'interno dell'ufficio dell'interessato...!

E. Processo Finale

Il nostro esercizio riguardante l'energia, a livello collettivo, ci ha illustrato una societa che processa inizialmente gli alimenti e li trasferisce fino al consumatore, ritenendoli temporaneamente (trasporto) o in forma prolungata (magazzino). Il nostro consumatore infine mantiene gli alimenti nella sua dispensa pronti per essere cucinati e/o finire sulla sua tavola.

Sul piano individuale, il nostro esercizio ci ha mostrato un commensale che ottiene alimenti contenenti zucchero, li processa inizialmente (li ingerisce, li digerisce e li assorbe) e li ritiene temporaneamente, sia nella circolazione sanguigna sia in altri tessuti. Lo zucchero non compie nessuna funzione particolare mentre si trova in circolazione nel sangue. L'obiettivo e l'atto energetico mediante la sua combustione metabolica, cosa che non occorre fino a che lo zucchero non entra nelle cellule. Con grande sorpresa, scopriamo che la membrana che lo separa dall'interno delle cellule di quasi tutti i tessuti e letteralmente impermeabile allo zucchero...! Immaginiamo che sulla parete cellulare ci siano una serie di pori, gelosamente chiusi da porte con serratura. Fintanto che lo zucchero non passa questa barriera non avra raggiunto il suo obiettivo. La chiave che apre queste serrature e "l'insulina". Una volta aperta la porta, lo zucchero penetra all'interno della cellula, la porta si richiude ed e solo allora che occorre l'atto energetico, ossia la combustione dello zucchero per estrarre energia.

Sul piano informativo, il nostro esercizio collettivo ci mostra una societa che processa inizialmente i dati (produzione/strutturazione), li trasferisce fino all'utente finale e questi li consulta attraverso la sua interfaccia. Fintanto che non abbiano superato questa barriera non avranno raggiunto il proprio obiettivo.

Il nostro esercizio individuale ci ha mostrato un uomo a caccia di obiettivi, capace di catturare dati, processarli inizialmente (sensazione), trasportarli fino ai livelli centrali ed avere una percezione degli stessi. Fin tanto che i dati non modifichino il bagaglio cognitivo del soggetto non avranno raggiunto il propio obiettivo: l'atto informativo. Dopo di che, puo darsi che si trasformino in conoscenza e incluso in intelligenza. Puo darsi che ci siano utili ai fini di una diagnosi, per la scelta di una soluzione possibile, per prendere una decisione e, finalmente, per conferire determinazione ad un'azione efficace.

F. Disfunzioni energetiche

1. Carenziali

Data la natura di questo lavoro, ci limiteremo a menzionare che la carenza di materiale con potenziale enrgetico puo essere globale (es: marasma per denutrizione proteico-calorica) o selettiva (es: Kwashiorkor, ecc.)

2. Diabetes mellitus

Di fronte a questo disturbo sorge una domanda: Perche cresce il livello dello zucchero nel sangue? A livello macro potremmo affermare che questo succede sempre e quando si stia ricevendo troppo zucchero o se si sta utilizzando poco dello zucchero ricevuto.

La seguente domanda ovvia e: Perche si sta utilizzando poco dello zucchero ricevuto? Le possibilita sono molteplici pero possiamo affermare che (assumendo che l'introduzione dello zucchero nell'organismo sia normale) cio occorrera sempre e quando l'azione insulinica sia insufficiente, per una delle seguenti cause:

- Il pancreas produce insulina normale pero insufficiente.

- L'insulina che produce il pancreas e anormale, per cui non svolge completamente la sua funzione.

- Altri composti in circolazione bloccano l'azione dell'insulina. Aderiscono alla chiave e non permettono che entri nella serratura. Questi possono essere medicine, altri ormoni, anticorpi, ecc.

- Altre sostanze bloccano il recettore o "serratura" a livello della parete cellulare, per cui non aprono la porta ne permettono che lo faccia l'insulina.

- I recettori della parete cellulare ("serratura") sono difettosi. Questo e incompatibile con la vita dato che non risponde all'insulina disponibile commercialmente.

Il quadro clinico espresso dall'eliminazione dello zucchero nell'orina, con evidenza di una sottoutilizzazione da parte dei tessuti, si conosce come "Diabetes mellitus". Si dice che "il diabetico muore di fame nell'abbondanza"! Il vocabolo "Diabetes" significa "attraverso di". Lo zucchero passa attraverso l'individuo. Il termine "mellitus" e relazionato con il miele. Fin dall'antichita si osserv˘ che l'orina di questi pazienti aveva un sapore dolce.

3. Altri

Diete selettivamente ricche di proteine, grassi o idrati di carbonio producono disturbi piu o meno specifici.

G. Disfunzioni informative

La "dieta informativa" e molto variabile. Da una parte i requisiti di materiale con potenziale informativo cambiano dipendendo dagli individui, e incluso nello stesso individuo secondo il contesto. Ci sono aspetti quantitativi in relazione al volume di informazione ingerita e ci sono fattori qualitativi dipendenti dalla rilevanza, pertinenza, "digeribilita" e affidabilita dei dati. L'esposizione sostenuta ai dati non affidabili produce aggiustamenti nel comportamento dell'utente, premiando gli elementi intuitivi e stimolando la creativita. Espressioni come: "suonare uno strumento ad orecchio", l'"occhio clinico del medico", il "fiuto dell'imprenditore", l'"improvvisazione del politico", ecc., che si utilizzano per risaltare un attributo positivo, sono proprie di tipi di culture tradizionalmente prive di informazione di qualita. Il Realismo Magico latinoamericano e, tra le altre cose, la risultante della dieta informativa di questi popoli. Ci sono disturbi in presenza di una ingestione carente, "normale" o aumentata di materiale con potenziale informativo.

1. Carenziali

I paesi in via di sviluppo tradizionalmente hanno mantenuto i propri abitanti carenti di informazione. Come risposta, si genera una combinazione di creativita e di incapacita nel gestire situazioni di una certa complessita. Inoltre, quando si raggiungono gli obiettivi di solito non e chiaro a cosa si debba. In ambienti accademici e scientifici si raggiungono livelli di infopenia tali da perpetuare il fenomeno. La crisi economica ha avuto un impatto negativo su tre fonti tradizionali di trasmissione della conoscenza: maestri provenienti da centri di eccellenza, borsisti che si dirigono a centri di produzione di conoscenza o consultazione degli archivi delle biblioteche.

2. "Diabetes informaticus"

L'Autore ha creato il vocabolo "Diabetes informaticus", associandolo ad un quadro caratterizzato da una saturazione della capacita massima di trasformare i dati ricevuti in informazione, conoscenza e intelligenza diretta all'azione. Il disturbo si evidenzia in forma ripetuta e crescente, in forma preoccupante per la persona colpita e con effetti sulle persone coinvolte. Sorprende il ritardo che e solito trascorrere prima di fare qualcosa di serio al riguardo. E' interessante notare come molte persone non si siano accorte che passiamo dalla carenza alla "sovrainformazione", in un tempo relativamente corto.

Questa saturazione si puo evidenziare addirittura rispetto a una offerta "normale" di dati. Si tratta di persone che ricevono un flusso di dati che si considera "normalmente gestibile" e, nonostante tutto, mostrano una reale incapacita di fruizione. Potrebbe trattarsi di un disturbo organico degli organi sensoriali (vista/udito) o qualche distrubo nello sviluppo mentale (dislessia, danno cerebrale) o psicologico (disturbi dell'attenzione, fobie, manie). Data la tendenza verso la sempre piu intensa esposizione ai dati del cittadino medio, questi soggetti rappresentano un gruppo ad alto rischio di sviluppare un Diabetes informaticus.

E' noto come la cosiddetta "Stimolazione Precoce", caratterizzata da una super-offerta di dati per indurre uno sviluppo nella capacita di processo, determina esiti molto positivi. Ne deduciamo che questo tipo di stimolazione, in altro momento ("Stimolazione Tardiva"?) e improduttiva e puo essere dannosa. Si e dimostrato che l'incremento dell'archivio di una biblioteca non necessariamente e seguito da una maggior consultazione dello stesso. Non ha senso immagazzinare piu dati per il solo fatto che siamo in capacita di acquisire mezzi di immagazzinamento di massa, se prima mostravamo evidenza di un "Trasporto Massimo" di dati gia saturo. E' tipico del nuovo utente delle reti telematiche iscriversi a numerose liste di discussione, trasferire numerosi e voluminosi archivi al suo sistema locale, acquisire numerose pubblicazioni sul tema e in un tempo molto corto saturare il proprio "Trasporto Massimo" di dati. Trasferendo la messaggistica ad un ambiente telematico si parla di un incremento del volume per un fattore di 10 volte e di una maggior rapidita. A differenza dell'esempio metabolico, qui e piu frequente il sovraccarico nell'"ingesta" di dati che non i disturbi primari per il loro processo. Data la tendenza prima menzionata all'esposizione super-intensiva ai dati, si consiglia di prendere coscienza della vulnerabilita a questi disturbi e della necessita di identificare le sue manifestazioni al fine di applicare correttivi in forma precoce.

Se il soggetto mostra disturbi riguardanti la cattura dei dati e la loro trasformazione in informazione e posteriormente in conoscenza, puo avvalersi di numerose tecniche che vanno dalla lettura veloce fino al super-apprendimento e la programmazione neurolinguistica. Chi produce e struttura informazione per gli altri deve considerare che ci sono alternative che sono piu "digeribili": una tabella al posto di un testo, un ipertesto, un grafico, un video. Nelle reti e nota l'accoglienza che ha avuto il World Wide Web (WWW) dovuto alla sua interfaccia ipermediale. Certe discipline hanno verificato il suo enorme potenziale. E' il caso dei Sistemi Esperti, delle Reti Neurali, e piu recentemente della Realta Virtuale e di alcuni promettenti sviluppi della Vita Artificiale (Applicazione di algoritmi genetici a sistemi di catalogazione).

Quelle persone che gestiscono volumi elevati di dati si possono beneficiare grandemente applicando criteri di selettivita, cosi come sistemi di informazione con interfacce ad alta funzionalita. In particolare la "Mediatica" si occupa di presentare i messaggi tenendo in conto le caratteristiche ergonomiche e psicologiche dell'Uomo. L'uso di icone, del colore, del suono, dell'animazione, della densita dei dati, del linguaggio, ecc., sono tutte variabili da considerare.

Alternative di Soluzione

		1. "Regimi Dietetici Informativi":

			a. di riduzione globale

			b. "Ingesta selettiva"

			c. "Digests"



		2. Formazione:

			a. Alfabetizzazione

			b. Lettura Veloce

			c. Programmazione Neurolinguistica

			d. Algebra vs. Aritmetica



		3. Rimedi casalinghi:

			a. Interassi  di alta funzionalita

			b. Integrazione

			c. Multi/Ipermedia

Nel trattamento di un paziente con Diabetes mellitus deve partecipare non solo egli stesso (autocontrollo) e l'endocrinologo, bensi anche lo specialista di nutrizione e dietetica. Contemporaneamente, nel campo informativo vediamo una tendenza al "fai da te", manifestata dall'apparizione della posta elettronica, i database ad accesso remoto o locale (principalmente in CD-ROM). Certamente la cura della salute e positiva pero ha i suoi limiti, oltre i quali si richiede l'aiuto dello specialista. L'Autore percepisce molto chiaramente il ruolo che, come specialista, gioca il professionista della nutrizione e della dietetica. Analogamente, nel campo informativo, risulta ovvio il ruolo dello specialista dell'informazione. Molti bibliotecari, archivisti e documentalisti, che vedono in pericolo la sopravvivenza della propria specialita, non si sono accorti dell'opportunita offertagli dal futuro, come mai era successo prima. Nelle biblioteche del Medioevo era facile capire lo zelo per controllare gli archivi, al fine di mantenere il potere (incluso il posto nell'Abbazia). Pero attualmente il "pool" dell'informazione documentale e di tal grandezza che non si puo parlare di convenienza, bensi di necessita di disporre dell'aiuto di professionisti proattivi, capaci di applicare politiche selettive, di indicizzazione e catalogazione, di schemi efficienti di recupero relazionale, di appliazione di tecniche di Intelligenza Artificiale per la strutturazione dei depositi di informazione, di consulenza all'utente sulle strategie per definire gli spazi di ricerca sull'informazione di suo interesse, di applicare la mediatica ai contenuti, di produrre compendi o "digests", di vincolare le fonti referenziali con i documenti primari, di ubicare fisicamente le fonti, di complementare i sistemi di traduzione automatica delle lingue, di disseminare informazione in forma selettiva, ecc. Abbiamo conosciuto bibliotecologi che resistono all'assimilazione della posta elettronica affermando che potrebbero perdere il posto. Abbiamo conosciuto istituzioni nelle quali la direzione ha ritenuto conveniente sostituire (bibliotecologa inclusa) il loro Centro di Informazione e Documentazione per un "Personal Computer con CD-ROM".

Trattamento specialistico

  1. Disseminazione selettiva
  2. Attualizzazione di politiche
  3. Mediatica
  4. Realta Virtuale
  5. Modelli biologici
    1. Intelligenza Artificiale
      • Reti Neurali
      • Sistemi esperti
    2. Vita Artificiale
    3. Bionica
  6. Frattali
  7. Teoria del Caos
  8. Informatica ubiqua
  9. Ingenieria genetica...

A livello collettivo, i sociologi dovrebbero avvertire la popolazione circa la pericolosita di sviluppare un quadro di Diabetes informaticus come conseguenza del sistema educativo in voga, amplificato dalla pubblicita e dall'abuso dei sistemi di intrattenimento audiovisivo. In un senso figurato diremmo che si insiste nel preferire l'apprendimento del valore che assumono le variabili, senza che lo studente percepisca la relazione che queste variabili hanno all'interno dell'equazione corrispondente. Insegnanti e rappresentanti vedono con sospetto l'uso di una calcolatrice per le attivita scolastiche. Gli audiovisivi, inoltre, non hanno complementato bensi sostituito la letto-scrittura, impedendo cosi l'accesso a numerose fasce del sapere (es. i Classici greci).

Le reti telematiche hanno portato grandi promesse, alcune compiute abbondantemente. Tuttavia hanno il potere di saturare molto facilmente qualsiasi livello di "Trasporto Massimo" di dati. Inoltre, la virtualizzazione delle barriere geografiche presenta nuove sfide. Buona parte dei dati stanno nel Sud, mentre l'informazione strutturata in databases si trova nel Nord, con la barriera del linguaggio nel mezzo. Ci si aspetta l'introduzione di meccanismi di traduzione automatica delle lingue, coadiuvati da specialisti. La differenza culturale minaccia il Cibernauta (navigante del "Ciberspazio"). Possiamo accedere facilmente a un deposito distante ma ci manca l'informazione del contesto per comprendere. I commenti su personaggi conosciuti solo localmente, eventi culturali e politici, riforme economiche in processo, legislazione, politiche, ecc., sono esempi di questo tipo di situazioni di basso rendimento informativo. Due pratiche nocive hanno contaminato in particolare le liste elettroniche:

- L'invio inconsulto di documenti estesi. Si cerca di sensibilizzare coloro che incorrono in questa pratica. Non solo congestionano i canali di telecomunicazione e i nodi dove restano immagazzinati; non solo ridondano in un costo che qualcuno sta suffragando, bensi violentano i diritti del destinatario contribuendo a saturare il suo "Trasporto Massimo" di dati. Inoltre, si propone delegare ad un utente il ruolo di "moderatore" della lista, con facolta di rimuovere i messaggi non conformi a determinati criteri, tali come il numero delle linee. Si puo fare una scheda bibliografica ed inviarla alla lista con il corrispondente riferimento al deposito dove si trova il documento in questione, per essere consultato solo da chi lo desidera. E' possibile che questa funzione verra automatizzata progressivamente.

- L'invio di determinata infomazione agli stessi destinatari, attraverso differenti vie. Piu interattiva e l'interfaccia e piu si scarica il problema sul sistema (congestione di nodi ed allacciamenti) dato che l'utente si limita a cancellare i duplicati. Tuttavia, la tendenza e verso schemi piu efficienti di messaggistica elettronica "in differita" (nelle ore della notte, in "background", schemi di tipo SLIP/POP Server, ecc.). In questo caso la ridondanza si estende fino al sistema locale del destinatario. Si propone automatizzare la razionalizzazione dell'uso dello strumento. Saranno benvenute tutte quelle applicazioni informatiche che identifichino i testi invarianti e rimuovano i duplicati notificandolo al destinatario.

Non c'e alcun dubbio che la strategia piu promettente e la selettivita. Non tutto si puo leggere o scrivere. In secondo luogo c'e la selezione dell'interfaccia pi— funzionale. Orientata ad oggetti e con l'uso di schemi relazionali di vincolazione dei dai in forma dinamica e la soluzione consigliabile. In terzo luogo viene l'integrazione, sia a livello dell'equipe di collaboratori ai quali delegare compiti per aree di specializzazione, o a livello dei sistemi di informazione. Applicazioni informatiche con maggior integrazione, "word processors" capaci di includere oggetti vari nel testo e di canalizzare l'uscita attraverso la posta elettronica e il fax, la cattura di vari tipi di archivi lanciando il software (processor o "viewer") corrispondente, foglio elettronico vs. calcolatrice, agenda elettronica vs. calendario e libro di appuntamenti, ecc., sono esempi di questa strategia.

3. Altri

Le diete informative selettive possono essere molto pregiudizievoli. Il "giallo" giornalistico o la programmazione televisiva principalmente violenta, sono esempi di questo tipo di deviazioni. La tematica consumista, delittuale, sessuale, razziale, politica, religiosa, ecc., sono particolarmente sensibili in quanto al loro uso sui media. Non c'e da meravigliarsi che siano precisamente questi temi quelli che hanno acquisito enorme presenza negli scambi telematici. la raccomandazione qui e quella di vegliare per una adeguato equilibrio e qualita dei dati che la societa offre ai suoi integranti, preservando valori di ampia accettazione, tenendo presente che tutti noi ci troviamo in fase di formazione...

Dott. Pablo Liendo

Responsabile Regionale di FUNREDES

(Fundaci˘n Redes y Desarrollo)

Prados del Este, Cacaras, Venezuela

Indirizzo Internet: pliendo@conicit.ve

Traduzione: Alessandro Cattani

Bologna, Gennaio 1996